Come si usa il ghiaccio dopo un trauma

Uso del ghiaccio dopo trauma

Sicuramente a tutti è capitato di usare il ghiaccio dopo un trauma o durante l’infiammazione di una articolazione

Spesso però lo usiamo in maniera completamente errata perché si crede, erroneamente, che più a lungo viene tenuto nella parte interessata e meglio è.

Purtroppo così facendo rischiamo di aumentare ancora di più l’infiammazione già presente a causa della reazione dovuta al congelamento della parte stessa.

Buona cosa quindi è utilizzarlo per pochi minuti sempre avvolto da un panno leggero e quindi successivamente toglierlo per 5-10 minuti per poi riapplicarlo è così in maniera alternata per circa un’ora.

Altrettanto utile è non insistere con le applicazioni se il dolore aumenta.

In questo modo si riescono ad ottenere i migliori effetti per il dolore il gonfiore ed eventualmente l’ematoma senza rischiare di scatenarne gli effetti collaterali.

 

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Possibili cause di “dolore cervicale”

Dolore cervicale

 Mai come in questi anni abbiamo avuto tante richieste per problemi di dolore cervicale, dorsale  o cervicobrachialgia.

Sono sicuramente dovuti al nostro stile di vita eccessivamente sedentaria, a poca attività fisica, oppure, all’opposto, a carichi in palestra eccessivi senza dedicare il dovuto tempo a mantenere elastici i muscoli. Purtroppo bisogna anche dire che le attività fisiche focalizzate su questa parte del corpo, per aiutare a risolvere il problema,  sono poche.

Praticamente tutto quello che facciamo coinvolge quest’area, in particolare nella zona dorsale, tra le scapole, che è anche quella maggiormente interessata. Sia il mantenimento della stazione eretta o peggio i pesi che prendiamo con le braccia tutto si scarica inevitabilmente in quest’area.

Per capire il motivo di tutto questo bisogna immaginare il corpo umano come una gru dove la colonna vertebrale è l’asse portante mentre le braccia sono il braccio lungo e tutta la struttura posteriore, quindi i nostri muscoli cervicali e dorsali, diventano inevitabilmente il contrappeso che permette alla gru di sorreggere i carichi.

Se poi aggiungiamo il fattore tempo, cioè tutto il tempo che dedichiamo alla nostra attività lavorativa o  di svago, possiamo capire perché quest’area è interessata a questi problemi.

In realtà tutto questo nasce come meccanismo di difesa e per mesi o anni il tessuto connettivo e muscolare riescono a sopportare quello che noi gli chiediamo cercando di adattarsi. Purtroppo però questo  implica inevitabilmente un loro irrigidimento che diventa nel tempo poi dolore.

Con un quadro del genere si fa presto a capire che quando le persone vengono a chiederci aiuto per dolore cervicale  la situazione ormai è cronica e non sempre facile da risolvere.

Come nostra abitudine prima di fare le classiche indagine posturali e test locali indaghiamo molto sulle abitudini della persona per cercare di cogliere quelli che sono i classici errori che facciamo abitualmente.

Per fare un esempio il semplice dormire proni, cioè a pancia in giù, può essere fonte di problemi cervicali specie la mattina dovuto al fatto che la rotazione della testa per tutta la notte, o per buona parte di essa, obbliga le strutture della stessa ad essere sollecitate in continuazione e quindi la mattina dopo ci si ritrova più stanchi e doloranti della sera prima.

Ulteriore attenzione, per possibile causa indiretta  di dolore, è nel controllo della posizione e del movimento dell’articolazione temporomandibolare (ATM) e, chiedere al paziente, se il problema si presenta dopo affaticamento visivo, come ad esempio nell’uso prolungato del computer.

Nel caso di positività di uno di questi due fattori in genere valutiamo anche la possibilità di effettuare una visita di controllo da uno specialista in Gnatologia oppure dall’Oculista per correggere eventuali difetti.

Và sottolineato il fatto che queste due possibili cause hanno un’importanza notevole, anche se non direttamete responsabili,    ma come aggravante di una situazione già sottoposta a carico eccessivo per altri motivi.

Nella valutazione fisioterapica andremo innanzitutto a vedere quali sono i vizi posturali che sovraccaricano quest’area.

In particolare troviamo nella cifosi dorsale con conseguente iperlordosi cervicale  oppure, forse ancora più frequentemente,  nella riduzione della lordosi cervicale  le cause scatenanti.  Postumi di traumi, come il colpo di frusta o qualsiasi trauma alla testa, subiti anche anni prima, possono essere la causa del dolore.  Spesso portano a sviluppare  vertigini.  In ogni caso sono alterazioni posturali che possono portare a sviluppare degenerazione discale  fino a vere e proprie ernie discali con relative nevralgie alla spalla e al braccio.

Infine test locali manuali di provocazione o attenuazione , che cercando di riprodurre o attenuare i sintomi del paziente aiutano a stabilire quali movimenti o posizioni e in ultima analisi quali tessuti sono più interessati.

Da questo poi la scelta della terapia manuale e/o strumentale più adeguata. In particolare poi si cerca di insegnare alcuni movimenti o semplici esercizi di uso quotidiano per cercare di gestire la problematica e per ridurre possibilmente le ricadute.

Come detto all’inizio non si trascura nemmeno la possibilità di effettuare attività fisica posturale generale sempre in modalità aerobica proprio per permettere a questi tessuti di recuperare elasticità.

 

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Materasso e mal di schiena

materassi

Sempre più spesso parlando con le persone che frequentano lo studio capita di sentirci chiedere quali sono i materassi o i cuscini migliori per loro. Fermo restando che in commercio ci sono prodotti validissimi, in genere focalizziamo l’attenzione  sul fatto che tanto più siamo alla ricerca del prodotto perfetto tanto più siamo di fronte a problemi di rigidità alla schiena che non ci consentono molta scelta.

La nostra colonna vertebrale normalmente è in grado di adattarsi abbastanza agevolmente alle varie superfici ma, purtroppo, per età traumi o semplice rigidità riduce sempre di più questa sua caratteristica del tutto naturale.

Questo fa sì che già verso i 40 anni si vedono persone che non riescono a stare troppo tempo a letto oppure pagano a caro prezzo la classica oretta in più di riposo nel fine settimana. Nei casi limite addirittura alcuni giorni di allettamento per altra malattia li porta ad avere dolori lancinanti che obbligano ad alzarsi.

Sicuramente avere un prodotto valido è importante ma non bisogna trascurare il fatto che dobbiamo anche occuparci della nostra schiena per permetterle di riacquistare un po’ di flessibilità. Troppo spesso spostiamo la causa di questi problemi a fattori unicamente esterni ma così non faremo altro che irrigidire sempre di più la colonna.

 

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Le cattive abitudini che scatenano il mal di schiena

Postura corretta

Approfitto di un momento di calma lavorativa per riproporre questo interessante articolo che elenca le cattive abitudini   che spesso sono all’origine di crisi dolorose.

Link  articolo  “corriere della sera”

Inutile dire che ormai abbiamo capito che non esistono lavori  o attività che ci evitino completamente il rischio di dolori o rigidità. Per evitare o meglio limitare questo rischio l’unico sistema è cambiare spesso posizioni oppure, meglio ancora , fare alcuni esercizi per sgranchirsi. In linea di massima possiamo dire che tutte le attività che obbligano a posizioni statiche e prolungate possono essere all’origine di problemi.

C’è da aggiungere solo che la fretta o peggio il nervosismo possono ulteriormente aggravare il problema in quanto ci espongono a movimenti scoordinati e quindi potenzialmente più lesivi.

 

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