Flessibilità articolare e rigidità muscolare

Un problema comune che si incontra nella pratica clinica è la difficoltà di gestire un paziente che presenta notevole flessibilità articolare e rigidità muscolare. Questa condizione può essere dovuta a vari fattori, tra cui traumi, posture scorrette, stress, disfunzioni viscerali o neurologiche. In questo post cercherò di spiegare le possibili cause e le strategie di trattamento per questo tipo di paziente.

La rigidità muscolare o fasciale è una riduzione dell’elasticità e della mobilità dei tessuti molli che avvolgono e collegano i muscoli, le ossa, gli organi e i nervi. Può essere localizzata o diffusa, e può causare dolore, limitazione del movimento, alterazione della postura e della funzione. Può essere valutata tramite test manuali o funzionali.

L’ipermobilità articolare è una condizione in cui le articolazioni hanno un range di movimento superiore alla norma, senza segni di patologia. L’ipermobilità può essere congenita o acquisita, e può interessare una o più articolazioni.

Normalmente ci si aspetterebbe che rigidità e flessibilità siano correlate ma l’ evidenza quotidiana ci dimostra che in molti casi sono caratteristiche indipendenti tra loro.

La combinazione di rigidità muscolare o fasciale e ipermobilità articolare può creare un quadro clinico complesso e sfidante. Da un lato, la rigidità può limitare la funzione e la qualità di vita del paziente, richiedendo interventi di allungamento, mobilizzazione, rilassamento e rinforzo dei tessuti coinvolti. Dall’altro lato, l’ipermobilità può esporre il paziente a un maggior rischio di instabilità, sublussazioni, lesioni e infiammazioni articolari, richiedendo interventi di stabilizzazione, protezione, educazione e controllo motorio delle articolazioni iperlasse.

Quindi, la flessibilità articolare e la rigidità muscolare sono caratteristiche complesse che possono essere influenzate da molti fattori.

Purtroppo questa caratteristica pone non pochi problemi per trovare le tecniche fisioterapiche o attività fisiche adeguate quando il problema riguarda prevalentemente la rigidità muscolare.

In particolare il trattamento di un paziente con rigidità muscolare o fasciale e ipermobilità articolare deve essere personalizzato in base alle caratteristiche individuali, agli obiettivi e alle esigenze del paziente. Alcune linee guida generali sono:

– Valutare accuratamente il paziente per identificare le aree di rigidità e ipermobilità, le possibili cause e le conseguenze funzionali.
– Trattare la rigidità con tecniche manuali, strumentali o esercizi che mirano a migliorare l’elasticità e la mobilità dei tessuti molli, senza compromettere la stabilità articolare. Anche se lo stretching non sempre riesce ad interessare i muscoli interessati proprio a causa della ipermobilità articolare.
– Educare il paziente sulle cause e le conseguenze della sua condizione, sulle precauzioni da adottare e sulle strategie per prevenire o gestire eventuali complicanze.

Gestire la tolleranza al dolore: Il trattamento della rigidità muscolare risponde abbastanza bene con tecniche manuali dirette come massaggio profondo, connettivale oppure tecniche di rilassamento fasciale ma può comportare una certa dose di disagio, in particolare inizialmente. È importante lavorare in modo da gestire la tolleranza al dolore del paziente, modulando l’intensità e la durata delle tecniche utilizzate per garantire una terapia efficace senza causare eccessivo disagio.

Sviluppare strategie di rilassamento muscolare: Nella presenza di rigidità muscolare, può essere difficile ottenere un adeguato rilassamento muscolare. Si devono sviluppare strategie di rilassamento muscolare, come respirazione profonda, tecniche di rilassamento progressivo dei muscoli, l’utilizzo di calore, attività fisica preferibilmente aerobica per ottenere risultati efficaci.

Combattere le abitudini motorie errate: In presenza di rigidità muscolare, è comune nei pazienti che svolgono attività sedentaria oppure eccessiva attività fisica . Si dovrà identificare e correggere queste abitudini, aiutando il paziente a riapprendere i corretti schemi motori per promuovere una buona postura e un movimento appropriato.

Sostenere la motivazione del paziente: Le difficoltà associate alla lassità articolare e alla rigidità muscolare possono influire sulla motivazione dei pazienti nel perseguire il trattamento a lungo termine. Il fisioterapista dovrà impegnarsi attivamente nel motivare il paziente, fornendo la giusta quantità di supporto emotivo e incoraggiamento per mantenere l’impegno nel completo percorso di recupero.

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