Titoli

🌿 La mia storia professionale
Da oltre trent’anni vivo la fisioterapia come un percorso di ricerca continua: sul corpo, sul movimento e, soprattutto, sulla persona. Ho iniziato alle Terme Euganee negli anni ’80, in un ambiente dove il contatto umano e le tecniche manuali erano il cuore del lavoro quotidiano. È lì che ho imparato quanto sia importante ascoltare davvero chi hai davanti.
Negli anni ho approfondito massaggio cinese, riflessologia, tecniche neuromuscolari e connettivali, spinto dalla curiosità di capire come ogni sistema del corpo dialoghi con gli altri. La scuola triennale di massofisioterapia è stata il primo passo formale, poi riconosciuto con l’equipollenza del 2000, che ha consolidato il mio ruolo nella fisioterapia moderna.
Col tempo, la mia attenzione si è spostata sempre più verso la ricerca scientifica: fisiologia, biomeccanica, terapia manuale, patologie ortopediche e traumatiche. Ho partecipato a corsi e congressi nazionali e internazionali, collaborato con gruppi di studio come GSTM e GSS, e seguito con costanza gli aggiornamenti del GTM e del Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici dell’Università di Genova.
Oggi continuo a formarmi attraverso piattaforme come PEDro e Physiopedia, strumenti essenziali per mantenere uno sguardo aggiornato e basato sulle evidenze. Parallelamente, ho approfondito la comunicazione e l’empatia con percorsi di PNL e Progetto360, perché credo che un buon fisioterapista debba saper leggere non solo il corpo, ma anche la storia emotiva della persona.
🌱I valori che guidano il mio lavoro
Il mio lavoro nasce dall’idea che ogni persona meriti tempo, ascolto e chiarezza. Credo in una fisioterapia che non si limita a “trattare un dolore”, ma che accompagna la persona a comprendere cosa sta accadendo nel proprio corpo e perché. La relazione terapeutica, per me, è un patto di fiducia: io porto competenza, esperienza e onestà; la persona porta la sua storia, le sue paure, i suoi obiettivi.
Mi guida la convinzione che la scienza e l’umanità non siano due mondi separati. Studio ogni giorno per rimanere aggiornato sulle evidenze, ma allo stesso tempo so che nessun protocollo può sostituire l’ascolto autentico. Ogni trattamento nasce dall’incontro tra ciò che la ricerca suggerisce e ciò che la persona sente, vive e racconta.
Credo nella trasparenza: spiegare, non complicare. Credo nella responsabilità: scegliere solo ciò che serve davvero. Credo nella continuità: seguire la persona nel tempo, non solo nel momento del dolore. E soprattutto credo nel rispetto: del corpo, dei limiti, dei tempi e della storia di chi si affida a me.


