Titoli

👩⚕️ La mia storia professionale
Il mio percorso inizia nel 1994, quando ho scelto la fisioterapia come modo per prendermi cura delle persone attraverso il movimento, il contatto e l’ascolto. Fin da subito ho sentito che questo lavoro richiedeva sensibilità, precisione e una grande attenzione ai dettagli: qualità che ho coltivato negli anni, sia nella pratica clinica sia nella formazione continua.
Ho approfondito la riabilitazione ortopedica e traumatologica, la riabilitazione sportiva e diverse tecniche specifiche come Kabat, McKenzie, il linfodrenaggio Vodder e i vari tipi di bendaggio. Ogni metodo mi ha insegnato qualcosa di nuovo sul corpo e sulle sue capacità di adattamento e recupero.
Nel 2006 ho scelto di ampliare la mia visione con l’osteopatia, completando il percorso EIOM. Da lì si è aperto un mondo: l’osteopatia viscerale con Barral, quella pediatrica con Sergueef, le manipolazioni sportive con Robinson, il craniosacrale con Donniaquio del Gaslini. Ogni formazione ha aggiunto un tassello, affinando la mia capacità di leggere la persona nella sua interezza.
La mia esperienza si è arricchita anche grazie alla collaborazione con il reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Oderzo, un contesto che mi ha permesso di osservare da vicino il percorso clinico del paziente e di integrare questa visione nella pratica quotidiana.
🌱Il mio modo di lavorare
Per me ogni persona è un insieme di relazioni: tra strutture, funzioni, emozioni e abitudini. Il mio lavoro parte sempre dall’ascolto, perché prima di toccare un corpo devo capire la storia che porta con sé. Dedico tempo alla valutazione, ai dettagli, ai piccoli segnali che spesso raccontano più del sintomo stesso.
Quando tratto una persona, non cerco una “manovra” o una tecnica da applicare, ma un dialogo: tra le mani e i tessuti, tra ciò che il corpo mostra e ciò che la persona sente. L’osteopatia mi ha insegnato che ogni sistema ha una sua voce, e che il compito del terapeuta è saperla riconoscere con rispetto e sensibilità.
Mi guida un approccio che unisce precisione e delicatezza. Ogni trattamento nasce da ciò che osservo, da come il corpo risponde e da ciò che la persona mi racconta durante il percorso. Credo nella continuità, nel seguire passo dopo passo l’evoluzione del paziente, adattando il lavoro ai suoi tempi e alle sue reali necessità.
Il mio obiettivo è aiutare chi si affida a me a ritrovare equilibrio, libertà di movimento e fiducia nelle proprie capacità di recupero. Non lavoro “sul sintomo”, ma sulla persona nella sua interezza, con cura, presenza e attenzione autentica.

