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L’esercizio fisico è uno dei migliori alleati della salute: migliora la forza, la mobilità, l’umore e la qualità della vita.
Ma come spesso accade, anche ciò che fa bene può diventare un problema se viene fatto in modo eccessivo o non adeguato alla propria condizione fisica.

Molti pazienti arrivano in studio dicendo:
“Mi alleno tanto, ma invece di stare meglio mi sento più rigido e dolorante.”
Questa situazione è molto più comune di quanto si pensi.


🔍 Cos’è il dolore miofasciale?

Il dolore miofasciale riguarda i muscoli e la fascia, il tessuto connettivo che li avvolge e li collega tra loro.
Quando un muscolo viene sovraccaricato, ripetutamente o senza recupero, può sviluppare:

  • tensioni profonde
  • rigidità
  • dolore localizzato o irradiato
  • limitazione dei movimenti

La fascia, ricca di recettori sensoriali, può diventare meno elastica e più sensibile allo stress meccanico.

Questi aspetti sono ben descritti nei lavori di Robert Schleip, come Fascial plasticity – A new neurobiological explanation (Journal of Bodywork and Movement Therapies).


⚠️ Quando l’esercizio fisico diventa “troppo”

L’eccesso di attività fisica — soprattutto esercizi isotonici e isometrici intensi — può provocare diversi disturbi miofasciali:

1. Trigger points

Piccole aree di muscolo eccessivamente contratte e irritate, che causano:

  • dolore puntiforme e irradiato in aree lontane
  • rigidità
  • limitazione del movimento

Sono descritti in modo approfondito da Travell & Simons in Myofascial Pain and Dysfunction.

2. Infiammazione muscolare

Allenamenti troppo intensi o non progressivi possono causare:

  • dolore diffuso
  • gonfiore
  • rigidità

3. Tensione e spasmi muscolari

Il muscolo sovraccaricato si difende aumentando la contrazione involontaria (crampi)

4. Lesioni muscolari

Stiramenti, strappi o irritazioni della fascia possono comparire quando il carico e l’affaticamento superano la capacità del tessuto.


🎯 Perché succede con l’esercizio fisico tra collo e scapole

Molti pazienti riferiscono dolori tra cervicale e dorso, spesso senza un vero trauma.
Questa zona è particolarmente sensibile perché:

  • sostiene la postura per molte ore
  • reagisce allo stress con contrazione automatica
  • è coinvolta in quasi tutti i movimenti delle braccia
  • accumula tensioni legate a respirazione superficiale e ansia

La letteratura conferma che la fascia cervicale e scapolare è una delle più ricche di recettori sensoriali (Schleip et al., Fascia: The Tensional Network of the Human Body).


🛡️ Come prevenire e gestire il dolore miofasciale

Per evitare che l’esercizio fisico diventi un fattore di rischio, è fondamentale:

✔️ Allenarsi in modo progressivo

Il corpo si adatta, ma ha bisogno di tempo.
Il modello del carico progressivo è ben descritto da Cook & Purdam in Is tendon pathology a continuum? (British Journal of Sports Medicine).

✔️ Alternare forza e flessibilità

Muscoli forti ma rigidi sono più vulnerabili.

✔️ Inserire riscaldamento e defaticamento

Preparano e rilassano i tessuti, riducendo il rischio di tensioni.

✔️ Ascoltare i segnali del corpo

Il dolore non è un nemico: è un’informazione.

✔️ Riposare adeguatamente

Il recupero è parte dell’allenamento, non una pausa dal miglioramento.

✔️ Farsi valutare da un professionista

Quando il dolore persiste, una valutazione fisioterapica permette di capire quali strutture sono coinvolte e come intervenire in modo mirato.


🧪 E il bicarbonato prima dell’allenamento?

Alcuni atleti utilizzano il bicarbonato di sodio per ridurre l’acidosi muscolare.
Gli studi mostrano che può migliorare la performance in attività ad alta intensità, ma non è una soluzione per il dolore miofasciale e va usato con cautela.


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