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Negli anni ’70 il ricercatore svedese Alf Nachemson condusse uno studio diventato celebre sulla biomeccanica della schiena: misurò la pressione all’interno dei dischi intervertebrali lombari in diverse posizioni del corpo. Questo lavoro è stato molto citato, ma anche spesso frainteso.

Cosa mostrava lo studio
- I dischi della colonna lombare si comportano come strutture idrostatiche: il nucleo polposo distribuisce la pressione in modo uniforme.
- La pressione cambia molto a seconda della postura:
- Sdraiati reclinati → la pressione si riduce fino al 50–80%.
- Seduti senza supporto → la pressione aumenta circa del 40%.
- Inclinati in avanti o sollevando pesi → il carico può raddoppiare (+100%).
- Flessione e rotazione insieme → la pressione può quadruplicare (+400%).
- Anche alcuni esercizi di rinforzo comunemente prescritti possono generare aumenti importanti di pressione.

Il grande equivoco
Per anni questo diagramma è stato usato per “demonizzare” la flessione del tronco, come se fosse automaticamente dannosa. In realtà Nachemson non dimostrò che il disco fosse la causa diretta del dolore lombare. Il suo studio descriveva solo come la colonna risponde ai carichi fisiologici, non l’origine del dolore.
Lo stesso Nachemson, poco prima della sua morte, ammise con grande onestà che non era riuscito a individuare la vera causa del mal di schiena non specifico. Alcuni risultati, inoltre, sono stati rivisti da studi successivi.
Cosa possiamo imparare oggi
- La colonna è una struttura dinamica: le pressioni cambiano continuamente con i movimenti e le posture.
- Non esiste una singola “posizione scorretta” da evitare sempre, ma piuttosto un equilibrio tra carico, variabilità e capacità di adattamento.
- La ricerca ci ricorda che il mal di schiena è multifattoriale: ridurre tutto al carico meccanico è una semplificazione eccessiva.
La schiena non è fragile, ma un sistema complesso che si adatta ai movimenti e alle richieste quotidiane. Capire come cambiano le pressioni nei dischi ci aiuta a rispettare i limiti del corpo, senza cadere in paure inutili. La vera prevenzione sta nella varietà dei gesti, nel rinforzo muscolare e nella consapevolezza delle posture.
Fonte: Nachemson’s classic, abused intradiscal pressure paper – painscience.com




