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Hai mai sofferto di dolore cervicale causato da un’ernia del disco? Un recente studio ha dimostrato che trattare non solo il collo, ma anche la zona lombare può portare a benefici superiori.
Cos’è l’ernia del disco cervicale?

L’ernia del disco cervicale è una condizione in cui il nucleo polposo (la parte interna gelatinosa di un disco intervertebrale) fuoriesce attraverso una lacerazione dell’anulus fibroso, la struttura esterna del disco. Questo avviene nella zona cervicale della colonna vertebrale, cioè tra il collo e la base del cranio
Come funziona la mobilizzazione cervicale e lombare?
La mobilizzazione cervicale e lombare sono tecniche di terapia manuale utilizzate in fisioterapia per ridurre il dolore, migliorare la mobilità articolare e ripristinare la funzionalità della colonna vertebrale. È particolarmente indicata in caso di cervicalgie, lombalgie, sciatalgie e disturbi posturali.
Esempi di mobilizzazione vertebrale
1. Tipologie di mobilizzazione
- Passiva: il fisioterapista esegue movimenti controllati mentre il paziente è rilassato.
- Attiva: il paziente partecipa al movimento, spesso guidato da esercizi terapeutici.
- MWM (Mobilization With Movement): tecnica di Mulligan in cui il terapista applica una mobilizzazione mentre il paziente esegue un movimento attivo.
2. Movimenti utilizzati
- Rotazione, flessione, estensione, lateroflessione
- Trazioni articolari a bassa intensità
- Tecniche specifiche per la zona cervicale o lombare, adattate alla condizione del paziente
3. Obiettivi terapeutici
- Ridurre rigidità e dolore
- Migliorare la propriocezione e il controllo motorio
- Favorire il recupero funzionale dopo traumi, interventi o condizioni croniche
Perchè la schiena deve essere considerata nel suo insieme?
La schiena non è solo una somma di vertebre, ma un sistema complesso e interconnesso che coinvolge strutture ossee, muscolari, nervose, fasciali e viscerali. Considerarla nel suo insieme è fondamentale per una valutazione e un trattamento realmente efficace.
1. Catene muscolari e fasciali
- I muscoli e le fasce collegano cervicale, dorsale e lombare in un continuum funzionale.
- Una disfunzione lombare può alterare la postura cervicale, e viceversa.
2. Compensazioni posturali
- Il corpo tende a compensare per proteggere aree dolenti.
- Un dolore lombare può generare iperattivazione dei paravertebrali cervicali, causando cefalee o tensioni.
3. Sistema nervoso centrale e periferico
- Le radici nervose si distribuiscono lungo tutta la colonna.
- Un’ernia cervicale può influenzare la propriocezione e il tono muscolare anche a distanza.
4. Biomeccanica globale
- Il movimento della colonna è sinergico: flessione, estensione e rotazione coinvolgono più segmenti.
- Trattare solo il “punto dolente” rischia di ignorare la causa primaria o i compensi secondari.
Nella pratica clinica: cosa significa?
- Valutazione globale: postura, mobilità, respirazione, tono muscolare.
- Trattamento integrato: mobilizzazioni, esercizi funzionali, terapia miofasciale, educazione del paziente.
- Prevenzione: migliorare la consapevolezza corporea e l’ergonomia quotidiana.
Cosa dice la ricerca?
Uno studio pubblicato sul “Journal of Bodywork and Movement Therapies“1 ha confrontato due approcci di terapia manuale:
– Solo cervicale: mobilizzazione mirata al collo.
– Combinata cervicale + lombare: trattamento integrato di collo e zona lombare.
Entrambi i gruppi hanno mostrato miglioramenti, ma chi ha ricevuto il trattamento combinato ha avuto:
– Maggiore riduzione del dolore
– Miglioramento della mobilità cervicale
– Diminuzione della disabilità
– Miglior qualità della vita, sia fisica che emotiva
Perché trattare anche la zona lombare?
Il corpo è un sistema interconnesso. Anche se il dolore è localizzato al collo, la zona lombare può influenzare la postura, la tensione muscolare e la percezione del dolore. Un approccio globale può stimolare risposte neurofisiologiche che migliorano l’efficacia del trattamento.
Tecniche come la mobilizzazione ortopedica, che non si limitano all’area del problema, permettono interventi precisi e sicuri, adattando il percorso terapeutico alle necessità specifiche di ogni paziente.
Se hai un’opinione diversa, raccontamela. È così che possiamo crescere!
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